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20 anni e non sentirli: il segreto del successo dei blog

20 anni di blog

Oggi, 18 luglio 2017, è un giorno speciale. O meglio, un compleanno speciale: oggi, infatti, il blog compie 20 anni. Questa particolare forma di sito web è ormai più che matura e ha raggiunto cifra tonda.

Ma questo non vuole essere un semplice post celebrativo, non avrebbe senso. Questo post vuole rispondere a una domanda che se non altro incuriosisce molti e ci spinge a riflettere anche sulla nostra strategia comunicativa in rete, ossia: com’è possibile che in un mondo dove la tecnologia fa progressi praticamente ogni giorno, i blog sono ancora sulla cresta dell’onda dopo due decenni?

La risposta è semplice, ma articolata. Ma prima, facciamo un passaggio necessario.

Un po’ di storia

Il 18 luglio 1997, in realtà, è una data simbolica, alla quale si fa risalire il lancio del software Scripting News ad opera di Dave Winer, all’epoca sviluppatore di software, oggi imprenditore digitale in procinto di andare in pensione.

A causa di ciò, Winer è stato definito come un proto-blogger, il patriarca di tutti i blog.

A proposito, da dove deriva la parola blog?

Blog è una contrazione di web log, che si può tradurre come diario sul web. Effettivamente, lo scopo principale dei blog era proprio quello di fungere da diario online per chi volesse raccontare le proprie esperienze giorno per giorno.

Il primo vero blog, infatti, fu creato nel dicembre 1997 da un cacciatore statunitense che nei suoi post condivideva link relativi alla sua attività e gli appassionati li commentavano, facendo nascere interessanti discussioni sull’argomento.

Con la nascita di WordPress e di altre piattaforme dedicate al blogging come Blogger, Windows Live Spaces e MySpace, il blog è diventato un tipo di contenuto sempre più vicino a ciò che è oggi.

Alcune caratteristiche sono rimaste intatte, quali ad esempio la possibilità di commentare i post, i titoli e la struttura a diario online data dall’ordine anticronologico dei post.

Ciò che è cambiato è il layout: nei primi blog la sidebar non esisteva, mentre oggi è una delle parti più importanti. Anche la struttura stessa è cambiata: oggi difficilmente troviamo blog che mantengono la struttura a diario nella home, preferendo invece un’organizzazione tipo magazine, dando più spazio al visual che ai contenuti.

Ogni fenomeno ha i suoi pilastri

Internet, prima di essere un mezzo di comunicazione, è un fenomeno, nell’accezione più fedele del termine, ovvero un fatto o un evento provocato dall’uomo.

Come tutti i fenomeni, anche internet poggia su degli strumenti senza i quali esso non avrebbe senso. Proviamo a non pensare ai blog: cos’altro esiste ancora oggi dagli albori del web e difficilmente riusciamo a farne senza? A me viene in mente l’e-mail. Da quanto esiste internet, esistono le e-mail. E anche per il futuro sembrano non esserci dubbi.

Altro pilastro, i motori di ricerca. Google è nato addirittura dopo i blog, ma oggi proviamo a immaginare un web senza Google. Io non ci riesco.

Credo che, come i motori di ricerca e le e-mail, anche i blog siano diventati un pilastro del web. Al motivo, ci arriviamo ora.

I blog come condivisione di cultura

Leggendo il titolo di questo paragrafo, qualcuno potrebbe obiettare che i social network facciano la stessa cosa.

Non è così.

I social network nascono per intrattenere: noi andiamo sui social network per cercare distrazione e per connetterci agli altri, di certo non per cercare informazioni su un dato argomento. Se poi su un social qualcuno condivide un articolo interessante e noi lo leggiamo, è solo un’eventualità secondaria.

Viceversa, sui blog troviamo solo contenuti informativi, o comunque è molto raro trovare un blog che miri all’intrattenimento. Questo per due motivi: il primo è che Google chiede esplicitamente di pubblicare contenuti genuini e che abbiano una certa utilità per il target di riferimento, il secondo è che il blog, in sé, nasce come strumento di condivisione di informazioni.

Attraverso di esso, il blogger condivide le sue conoscenze con il suo pubblico, il quale, attraverso i commenti, può discuterle e ampliarle ulteriormente e condividere ulteriormente tali conoscenze.

Fin dalla nascita di questo strumento, la condivisione della conoscenza è sempre stato lo scopo principale di chi decide di aprire un diario online.

I social hanno provato a sostituirli, ne sono un esempio le note di Facebook e LinkedIn Pulse, ma nessuno, almeno fino a ora, ci è mai riuscito.

La tua opinione

Questi sono i motivi per i quali, secondo me, i blog sono ancora sulla cresta dell’onda dopo venti anni di attività. Tu sei d’accordo? In cosa individui il successo di questo strumento? Scrivilo nei commenti.

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