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5 consigli per abbassare il bounce rate

5 consigli per abbassare il bounce rate

5 consigli per abbassare il bounce rate

Innanzitutto, cos’è il bounce rate o frequenza di rimbalzo? Molto brevemente, è una metrica comportamentale che misura quanto spesso i visitatori di una pagina abbandonano la stessa dopo pochi secondi oppure se essi la lasciano aperta all’interno del browser per lungo tempo senza interagire con essa. Per saperne di più, ti invito a leggere un mio articolo a riguardo di un po’ di tempo fa. È chiaro che più questo dato numerico è elevato, maggiore è la negatività che esso porta. Anche se non è accertato, molti sostengono che Google tenga in considerazione le metriche comportamentali nei suoi algoritmi di calcolo del posizionamento.

Tuttavia, se anche non fosse così, siamo di fronte ad un dato che non possiamo ignorare. Sebbene nei blog la frequenza di rimbalzo sia fisiologicamente più alta, dovremmo comunque impegnarci affinché essa si abbassi il più possibile.

A questo punto la domanda sorge spontanea: come abbassare il bounce rate? Secondo me provando a seguire questi cinque consigli:

  • Innanzitutto, assicurati di scrivere contenuti di qualità, insomma quello che ci ripetiamo sempre ogni giorno: bisogna offrire al lettore qualcosa che gli possa tornare utile: siamo nell’epoca in cui il tempo va investito e non sprecato. Non che ciò sia giusto, sia chiaro, ma le considerazioni sociologiche esulano dall’argomento di oggi, ma prometto che ne riparleremo. 😉 Se non riesci a scrivere contenuti del genere puoi sempre affidarti ad un professionista che lo faccia per te.
  • Velocizza il caricamento delle pagine, perché per lo stesso motivo spiegato pocanzi, nessuno ha voglia di aspettare per leggere un’informazione: se la cosa richiede tempo si può sempre tornare indietro e cliccare su un altro risultato di Google, quindi tanto per cominciare non inserire immagini troppo pesanti e riduci al minimo tutte le componenti in Javascript, ma elimina anche tutte le parti di codice superflue. È un lavoro troppo tecnico? Anche in questo caso un professionista saprà aiutarti.
  • Utilizza caratteri leggibili, qui nessuno ha intenzione di diventare cieco: elimina abbinamenti di colori strani (come il terribile rosa su rosso) e opta per un contrasto sfondo-scrittura netto, che non stanchi la vista. Che male c’è a scrivere nero su bianco, ad esempio? Ovviamente cura anche la dimensione dei caratteri, meglio un po’ di lunghezza in più che un po’ di leggibilità in meno. Se non riesco a leggere ciò che scrivi potrei chiudere immediatamente la pagina, sai?
  • Scrivi titoli accattivanti e migliora le call to action, ma soprattutto scrivi ciò che affermi nel titolo! I lettori non sono pesci che devono abboccare ad un amo e soprattutto non leggeranno un post se non sanno cosa ci trovano dentro. Usa un titolo descrittivo, ma che allo stesso tempo sia in grado di incuriosire. Oltre a questo, inserisci una call to action alla fine di ogni post che inviti il lettore a commentare, così trascorreranno più tempo sulla tua pagina e lasceranno un segno visibile del loro passaggio.
  • Migliora la usability, in particolare offri qualcosa da leggere subito dopo la fine del post. Terminata la lettura, il lettore pensa subito a dove dirigere il mouse per il prossimo click, come dice Krug in un suo libro, non lasciar pensare il tuo lettore. In che modo? Ad esempio usando i breadcrumbs o elencando degli articoli correlati a quello appena letto subito sotto il post.

Questi sono 5 consigli da cui partire. Tu invece come fai ad abbassare il bounce rate? Mi piacerebbe leggere i tuoi consigli in un commento. 😉

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Mi chiamo Mario Palmieri e sono un digital copywriter. Mi occupo di scrivere testi pubblicitari e gestire blog per conto di aziende e professionisti che vogliono farsi conoscere sul web.

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