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A qualcuno piace offline… il negozio

Supermarket
Supermarket
Fonte immagine: Flickr

Per quanto si possano fare tentativi, per quanto ci si possa sforzare di umanizzare l’esperienza del cliente sull’e-commerce, continuano a persistere delle barriere che sembrano insormontabili. Ieri mi trovavo a fare una discussione in tema con un collega al negozio in cui svolgo il mio secondo lavoro e pensavamo al fatto che sì, gli e-commerce sono in continua crescita, ma rapportati al mondo offline (esclusi alimentari e detergenti di grande consumo, poiché a queste categorie è legato l’atavico problema logistico) sembrano essere inutili negozietti di paesini di montagna, attribuendo tale baratro di differenza proprio alla difficile umanizzazione degli e-commerce. Sì, perché c’è ancora tanto lavoro da fare. Ci chiediamo il perché? Beh…

  • Offline: «Due birre e due etti di mortadella, ok fanno 5 euro. Grazie e arrivederci!»
    Online: Ha già fatto il login? È almeno registrato? Lo faccia subito, altrimenti non può acquistare nulla!
  • Offline: «Prego, faccia con comodo, provi tutti i capi che vuole!»
    Online: Si sbrighi! È l’ultimo pezzo disponibile!
  • Offline: «Grazie per averci preferito, tra qualche giorno arriveranno nuovi prodotti, quando vuole siamo qui.»
    Online: Ma vedo che ha comprato un Macbook… chi ha acquistato questo prodotto ha anche comprato iPod, iPad, iPhone e la biografia di Jobs… metto tutto nel suo carrello?
  • Offline: «Abbiamo molte offerte, tutte per lei, tutte per farla risparmiare!»
    Online: Mentre cercava il Macbook ha anche guardato la scheda prodotto dell’Allegro Chirurgo, se lo compra entro domani le regaliamo un kit per un trapianto di organi genitali. Sicuro che non lo vuole? Sicuro sicuro? Sicuro al 100%? Sicuro giurin giurello?
  • Offline: «Questo prodotto è in offerta ad un prezzo incredibile!»
    Online: Ha comprato tre soprammobili della stessa marca. Ne compri sei e glieli spediremo a spese nostre!
  • Offline: «Grazie, ecco il resto… arrivederci!»
    Online: Prima di pagare deve accettare le condizioni di vendita, scrivere il suo nome, cognome e indirizzo, il numero di carta di credito, la sua scadenza e il CVV, CCV o come diamine si chiama.
  • Offline: «Non si preoccupi della pubblicità, mandiamo volantini in tutta la città.»
    Online: Ma come? Non ha ancora condiviso la sua esperienza sui social e non ha scritto ancora una recensione? Lo faccia ora! Subito! Si muova!
  • Offline: «È sempre un piacere avere a che fare con brave persone come lei!»
    Online: Ma lei è umano? Me lo dimostri! Dovrà scrivere questi caratteri incomprensibili nel box qui sotto, dovrà digitare il codice che le mandiamo via SMS e dovrà sgozzare un gallo nero la prima notte di luna piena in autunno!
  • Offline: «Certo, carichi la spesa in auto e poi ci riporti il carrello con calma.»
    Online: «Ehi lei, sì, lo so che è la settordicesima mail che le mandiamo, ma era solo per chiederle com’è si è trovato ad acquistare da noi due mesi fa!

Sì, ci chiediamo il perché, ma c’è davvero da chiederselo?

Tu cosa fai per diminuire il divide che c’è tra il commercio umano e quello telematico?

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Mi chiamo Mario Palmieri e sono un digital copywriter. Mi occupo di scrivere testi pubblicitari e gestire blog per conto di aziende e professionisti che vogliono farsi conoscere sul web.

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