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Analfabetismo funzionale: dobbiamo preoccuparci?

Analfabetismo funzionale

Nel 2017 sembra impossibile, ma la realtà è che esistono ancora tante persone che non sanno leggere e scrivere e l’alfabetizzazione completa della popolazione è stata attualmente raggiunta in pochissimi Paesi del mondo, come Cuba, Finlandia e Georgia, che si dividono il titolo di Paesi più alfabetizzati del mondo. L’Italia, invece, sembra essere un po’ più in basso. Un po’ molto.

Tuttavia, non è questo il genere di analfabetismo che voglio descrivere oggi, bensì il più recente e chiacchierato analfabetismo funzionale.

Cos’è l’analfabetismo funzionale?

L’analfabetismo funzionale è una condizione per la quale un individuo che abbia appreso correttamente le abilità di lettura, scrittura e calcolo non è in grado di applicare le sue conoscenze.

Si tratta di persone che apparentemente vivono una vita normale come tutti, ma che non riescono a comprendere pienamente il mondo che li circonda, a causa della loro incapacità di elaborare, giudicare e catalogare le informazioni che ricevono attraverso le suddette abilità.

A prima vista può sembrare un problema di poco conto ascrivibile a un’istruzione superficiale, ma non è vero: gli analfabeti funzionali sono pesantemente limitati da questa condizione. Per farti un esempio pratico: un analfabeta funzionale che naviga su un sito web e legge correttamente la parola Contattaci nel menù del sito, non giunge alla conclusione che in quella pagina troverà un qualche recapito telefonico e indirizzo e-mail, continuando magari a cercare quegli stessi dati in altre pagine del sito. Oppure, ancora, un analfabeta funzionale legge correttamente un articolo di giornale, ma non sa spiegarlo a chi gli chiede un riassunto e in ogni caso non riesce a elaborare un giudizio e sviluppare una sua opinione in merito a ciò che ha letto.

Analfabetismo funzionale in Italia

Da un articolo comparso sul sito dell’AGI qualche giorno fa, scopriamo che un italiano su tre è analfabeta funzionale.

L’articolo riporta i risultati di un indagine OCSE-PIAAC che il 28% degli italiani si ferma ai primi due dei cinque livelli di alfabetizzazione. Sia chiaro, nessun Paese è perfetto, qui nel Regno Unito il 15% della popolazione è affetto da analfabetismo funzionale, ma in un Paese di 60 milioni di abitanti come l’Italia parliamo comunque di quasi 20 milioni di persone, che non sono poche.

Perché se ne parla solo di recente? È pericoloso?

Come per tutte le altre cose, nel bene e nel male internet amplifica i fenomeni e l’attenzione su di essi. L’analfabetismo funzionale c’è sempre stato in Italia, tant’è vero che Wikipedia riporta una tabella in cui l’Italia compare in cima con la percentuale più alta (47%) di analfabeti funzionali nel decennio 1994-2003. Tuttavia, l’attenzione che queste persone attirano su di esse grazie al fatto che sono presenti sui social network, è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni.

Del resto, come riporta sempre Wikipedia, per analfabetismo funzionale si intende anche:

  • conoscenza dei fenomeni scientifici, politici, storici, sociali ed economici molto superficiale e legata prevalentemente alle esperienze personali o a quelle delle persone vicine; tendenza a generalizzare a partire da singoli episodi non rappresentativi; largo uso di stereotipi e pregiudizi;

  • scarso senso critico, tendenza a credere ciecamente a tutto ciò che si legge o si sente, incapacità a distinguere le notizie vere da quelle false e a distinguere le fonti attendibili da quelle che non lo sono; pertanto, spesso gli analfabeti funzionali sono anche sostenitori di teorie complottiste e/o pseudoscientifiche.

E come sappiamo, i social network sono pieni di queste persone. Ma per questo stesso motivo e per la risonanza che le opinioni di un singolo possono avere grazie all’uso di tali mezzi, l’analfabetismo funzionale è un problema che non può più essere ignorato. Gli episodi di razzismo nella vita di tutti i giorni e i commenti sugli stranieri pieni di odio non possono non essere collegati, a meno che non sia analfabeta funzionale anche io.

Possibili rimedi all’analfabetismo funzionale

Premesso che stiamo parlando di un fenomeno preoccupante, premesso che internet sta amplificando il fenomeno, premesso che oltre che un problema culturale è anche un problema sociale, credo sia arrivata l’ora di fare qualcosa.

Sicuramente l’educazione delle nuove generazioni può aiutare, ma credo che sia altrettanto importante fare qualcosa per gli adulti di oggi, che sono il vero problema da arginare.

Per me la chiave sta in un un maggior controllo di ciò che viene pubblicato sui social network da parte degli stessi gestori, ma anche nell’istituzione di iniziative socio-culturali destinate a un pubblico adulto, ma non posso che restare sul vago, non avendo le competenze necessarie.

Tu invece cosa ne pensi? Credi che l’analfabetismo funzionale sia un problema di cui preoccuparsi o sei per lasciar correre? Come lo si può combattere? Parliamone nei commenti.

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Mi chiamo Mario Palmieri e sono un digital copywriter. Mi occupo di scrivere testi pubblicitari e gestire blog per conto di aziende e professionisti che vogliono farsi conoscere sul web.

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