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Content Usability, perché scrivere non basta

Content Usability

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Questo articolo è stato scritto da Nemes74 di greatcontent.it, il content marketplace multilingua con specializzione nell’ottimizzazione degli spazi e-commerce e blogs, in qualità di guest blogger.

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Abbiamo reperito le informazioni. Abbiamo scritto la prima bozza. Effettuato le correzioni e inserite le keywords. Ecco fatto. Il nostro contenuto originale e di qualità è pronto per essere inviato al cliente e pubblicato online. Ma abbiamo controllato se è usabile?

La web usability è la capacità di un sistema di essere compreso, appreso e utilizzato. In poche parole, deve raggiungere gli utenti con efficacia, efficienza e soddisfazione.

Analogamente, anzi principalmente, la scrittura sul web è una faccenda di usabilità. I contenuti online, per poter raggiungere il loro scopo, devono essere capiti e appresi dagli utenti, i quali dovranno avere un’esperienza positiva che procuri loro soddisfazione e benessere.

Ecco quali sono i principali accorgimenti per far sì che i nostri web content siano ritenuti usabili.

Struttura e forme

Sul web le parole convivono con i colori, le immagini e gli elementi grafici presenti nelle pagine in cui sono inseriti. Scrivere fitto, con caratteri ricchi di ghirigori non paga, perché la lettura diventa confusionaria e si rischia di non trasmettere alcuna informazione.

Sì quindi a testi ariosi, con una scrittura diretta e densa nei contenuti, bandendo fronzoli e descrizioni, su colonne idonee e su paragrafi brevi ben spaziati tra loro. Sì ai font semplici e con corpo adatto al web (arial, verdana ad esempio). No alla giustificazione che rende il testo più pesante, meglio impaginare “a bandiera” (cioè allineando a sinistra). Sì a colori che fanno risaltare i contenuti, evitando l’effetto carnevale di Rio. No alle animazioni.

Punti di riferimento

È ormai una certezza che gli utenti online leggono i contenuti come una mappa, cercando le informazioni con un colpo d’occhio. Pertanto è bene fornire punti di riferimento (cosiddetti “punti di ancoraggio”) che possano far identificare subito quanto necessario. Sì quindi a titoli, sottotitoli, keywords, link e grassetti per le parole e i concetti chiave, ma con parsimonia. No all’uso sconsiderato di maiuscoli, corsivi e sottolineature.

Il dono della sintesi

Non bisogna pensare di trasferire online il testo che avremmo scritto su un documento cartaceo. La sintesi è la parola d’ordine sul web. Occorre inserire le informazioni necessarie e se di grandi quantità sfruttare le caratteristiche dell’ipertesto, articolando in paragrafi brevi suddivisi da titoli (a più livelli), con elenchi puntati se necessario e magari prevedendo un indice cliccabile, in modo che il lettore possa spostarsi agevolmente tra le varie sezioni.

Leggibilità e linguaggio

Non cediamo alla tentazione (vanità?) di utilizzare termini tecnici e citazioni latine o straniere mai sentite prima. I lettori non si complimenteranno con noi per la nostra immensa cultura. Un buon web writer deve scrivere un testo più chiaro e lineare possibile, utilizzando un linguaggio comprensibile e grammaticalmente corretto.

Un consiglio? Correggiamo sempre i testi fin quando non siamo sicuri che non ci siano errori (Una “e” senza accento non è un buon biglietto da visita). Siamo creativi ma senza esagerare. Lo scopo è sempre quello di comunicare e farci capire.

Semplicità, linearità, chiarezza ed immedesimazione con i lettori. È questa la via giusta per scrivere contenuti usabili.

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Mario Palmieri

Mi chiamo Mario Palmieri e sono un digital copywriter. Mi occupo di scrivere testi pubblicitari e contenuti per conto di aziende e professionisti che vogliono farsi conoscere sul web.

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