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Come le conversazioni online influenzano i consumatori

Conversazioni online che influenzano i consumatori

Se decidi di promuovere la tua azienda sui social network, devi calcolare con precisione ogni mossa che fai. So che questo può sembrare un problema non da poco che può farti passare la voglia di esporti, ma è inutile che ti ripeta quanto invece è importante esporsi e dare valore alle conversazioni online tra il tuo brand e i tuoi follower.

L’importanza delle conversazioni online, a dirla tutta, non è mai stata sottovalutata dai professionisti del settore, ma difficilmente si pensa al comportamento del brand in tali conversazioni come fattore discriminante nelle scelte dei consumatori.

Effettivamente perché dovrebbe esserlo? Ogni brand ha un’identità che porta sui social. E quando questo avviene, c’è la consapevolezza che si sta rinunciando a una parte di pubblico per attirarne un’altra, che crediamo più propensa ad acquistare.

Tuttavia, una recente ricerca di Sprout Social, dimostra invece che il comportamento e il tipo di conversazioni online ingaggiate con gli utenti, può essere un elemento più importante di quel che lo si reputa.

Comportamento: vincono i brand più reattivi e divertenti

Il comportamento di un brand online, appunto, è uno dei fattori che più influenzano la voglia di acquistare dei consumatori.

Dalla succitata ricerca, infatti, è emerso che gli utenti acquistano con maggior probabilità dai brand che rispondono più velocemente ai messaggi.

Tra le percentuali più alte, inoltre, sono presenti anche i brand che condividono contenuto educativo e interessante, soprattutto se visual.

E anche i brand che risultano più divertenti si aggiudicano una buona quota di potenziali acquirenti.

I comportamenti meno graditi

Veniamo all’altra faccia della medaglia: quali sono i comportamenti che i consumatori considerano fastidiosi e non vorrebbero mai vedere su un social?

L’88% degli utenti considera odioso quando un brand parla male dei suoi stessi clienti o peggio, li blasta pubblicamente sui social.

Altri comportamenti considerati disdicevoli sono il parlare di politica e l’uso dello slang. Un 33%, che non è la maggioranza ma è comunque importante, a sorpresa, gradisce quando un brand parla male dei suoi competitor.

Pare, dunque, che alle persone piacciano i brand che parlano chiaro, senza l’uso di modi di dire tratti dalla parlata comune e che parlano solo di ciò che compete loro, senza entrare nel merito di questioni delicate (certo, a meno che i brand non ne siano direttamente influenzati).

Le reazioni verso i brand che si comportano male

Sui social, a differenza della vita reale, non ci sono seconde possibilità. Se oltrepassi il limite, gli utenti non perdonano: il 51% di essi, infatti, in genere smette di seguire il brand in questione, qualcuno addirittura segnala il contenuto come spam. Solo nel 23% dei casi, invece, si arriva al boicottaggio. Comunque, stai attento: se sbagli rischi di perdere metà dei tuoi follower.

Tirando le somme, pare che i brand siano visti in buona luce se postano contenuto che rispecchia la loro identità e che non offenda nessuno. Anche perché è altamente improbabile che nella mission di un’azienda ci sia scritto che il loro obiettivo è offendere quante più persone possibile online.

Conclusioni

Gli esseri umani sono complicati e l’approccio “una sola strategia per tutti” non va bene. I brand dovrebbero guardare oltre il postare immagini divertenti e video informativi. I brand dovrebbero ingaggiare conversazioni online e considerare le possibili reazioni che la propria audience potrebbe avere di fronte a un determinato contenuto. Un brand deve mostrarsi umano. Del resto, le persone si fidano delle persone.

Tu che importanza dai alle conversazioni online? Come si comporta il tuo brand sui social? Quali sono i comportamenti che fanno la fortuna e la sfortuna di un brand? Lascia la tua opinione nei commenti.

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