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Dieci “cose giuste” che fanno male al tuo sito

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I nostri genitori o i nostri nonni spesso ricordano con nostalgia le vecchie abitudini, le antiche convenzioni e pensano spesso che allora era tutto più bello. Raccontano spesso, ad esempio, che nei periodi invernali si accendevano dei bracieri in casa per riscaldare l’ambiente e che spesso i bambini ci poggiavano i talloni sui bordi per riscaldarsi i piedi. Oggi che abbiamo una generazione di persone con calli e duroni proprio ai talloni, degli studi medici hanno dimostrato che questa vecchia, sana abitudine di poggiare i piedi sui bracieri è la causa di ciò.

Dove voglio arrivare? Voglio far capire che spesso i vecchi metodi, giudicati benefici semplicemente pronunciando la frase si dice che, sono più dannosi di quanto si creda. Così adesso analizzerò dieci metodi o trucchi SEO che anziché portare beneficio, portano grande maleficio ai vostri siti.

1. Spam
Postando link dei propri articoli ovunque non si ottiene granché e si spreca invece molto tempo e fatica, questo perché non sempre si ottengono visite da visitatori interessati, cosa che invece vogliamo, poiché saranno loro ad abbonarsi ai feed dopo aver letto un articolo di buon contenuto. Il tempo sprecato a diffondere la buona novella a suon di link potrebbe invece essere impiegato per costruire rapporti seri di cooperazione e stima con altri blogger, ad esempio scrivendo e facendo scrivere guest post sul proprio sito, oppure rispondere ai commenti per raggiungere i lettori sulle loro problematiche e aiutarli con la propria esperienza e competenza.

2. Scambio link e banner
Cosa diamine succede? Siamo tornati nel 2005? Ricordo pagine strapiene di immagini chiamate banner di affiliazione, lente a caricarsi e dallo scopo totalmente inutile, se non quello di far comparire il proprio banner sui siti linkati in quella pagina. Peggio ancora era quando i banner erano presenti nella homepage del sito, che a causa dei tempi prolungati di caricamento risultava inservibile. Questa tecnica, stando agli algoritmi di calcolo del Page Rank di Google, farebbe calare notevolmente quest’ultimo parametro: la presenza di link esterni al sito è inversamente proporzionale alla sua visibilità sui motori di ricerca. È meglio cercare affiliati che trattino il nostro stesso argomento, oppure scrivere articoli talmente originali e utili, da essere copiati su altri siti con link alla fonte.

3. Contenuto scarno e poco leggibile
Scrivere un post per i motori di ricerca è diverso dallo scrivere un post per il pubblico: riempire un post di parole chiave spesso sacrifica la sua leggibilità, scoraggiando alla lettura chi magari ci ha trovato nel motore di ricerca, rendendo inutile tutto lo studio sulla SEO che si è fatto in precedenza. Siate voi stessi quando scrivete, è più importante conquistare i lettori, piuttosto che gli spider dei motori di ricerca.

4. Utilizzare strumenti automatici di diffusione
Non è spam, ma una procedura assolutamente legittima: diffondere i propri contenuti su canali personali, come ad esempio i social network. Tuttavia, farlo in modo automatico con uno dei tanti strumenti scaricabili da Internet, tende a spersonalizzare il proprio lavoro. Sarebbe invece opportuno usare il proprio account personale anziché un profilo ufficiale del proprio sito web, aggiungendo magari una piccola didascalia personale al link condiviso. Insomma non bisogna mai perdere la propria voce e non bisogna mai acuire la distanza tra il webmaster ed i suoi lettori.

5. Ignorare i social network
Il Web non è più dominato solo dai motori di ricerca: già da qualche anno l’utente medio trascorre più tempo sui social network che sui motori di ricerca: Internet non è più solo uno strumento di ricerca e informazione, ma anche e soprattutto di intrattenimento. Anche se su molti siti sono presenti i pulsanti di condivisione (persino i siti pornografici permettono di condividere i propri video sui social network), su molti altri viene ancora ignorato il potenziale di questa categoria, trascurando totalmente l’aspetto del dibattito sociale e della libera diffusione della cultura e dell’informazione che dovrebbe caratterizzare la Rete.

6. Usare tattiche senza strategia
L’uso indiscriminato di metodi e trucchi vari non reca alcun beneficio al proprio sito web: bisogna fare le cose con cognizione e intelligenza, pianificando una strategia ed usando i metodi e le tecniche sviluppate o apprese in maniera ponderata e appropriata, seguendo un piano prestabilito con obiettivi da raggiungere.

7. Uso scorretto dei meta-tag
Forse sarà sconcertante saperlo, ma è così: i meta-tag contribuiscono pochissimo o nulla all’indicizzazione del sito: non basta stilare una lista di parole chiave spesso lunghissima e inserirla nell’header della pagina per salire di posizioni nei motori di ricerca, basta inserire poche ma buone parole-chiave per avere un risultato migliore senza confondere gli spider.

8. Fossilizzarsi sui posizionamenti
Le classificazioni non sono tutto nella vita: raccogliere dati come una formica senza relazionarli tra loro non porta ad alcun risultato. Mi è capitato un po’ di tempo fa di avere una conversazione con un collega che lavora per un’azienda mentre mi mostrava una lista (piuttosto lunga) che associava ad ogni frase-chiave il relativo posizionamento su Google, al che gli chiesi: «vedo che con questa parola-chiave siete i primi a comparire, ottimo! Quante visite ti porta, questa parola-chiave?» La risposta fu: «non lo so, l’azienda mi chiede di fare questo tipo di report ogni mese e io mi limito a questo, non mi viene richiesta un’analisi così approfondita». Se invece il mio collega avesse fatto questa analisi avrebbe saputo se lavorare su quella parola-chiave era utile oppure se era meglio focalizzare la propria attenzione su altro.

9.  Concentrarsi solo su Google
Controllate le vostre statistiche: qual è la percentuale di traffico che arriva da Google? È la stragrande maggioranza? Dubito che lo sia, allora perché tenere gli occhi puntati solo su Google? Ci sono i forum, i social network, gli altri motori di ricerca, i lettori via feed e tanto altro ancora. È importante dare la giusta attenzione a tutti i referral.

10. Tralasciare la grafica e il design
Il visitatore che arriva per la prima volta sul sito va sedotto: l’aspetto visivo è fondamentale per dare l’impressione che non si è approdati su un sito di ciarlatani: la grafica è il vostro biglietto da visita e più è curata, più probabilità avrete di essere ricordati e rivisitati, soprattutto se la associate ad un buon contenuto, d’altronde anche l’occhio vuole la sua parte.

Secondo voi la lista è completa? Quali di questi metodi adottate? Quali invece avete abbandonato per sposare valide alternative? Raccontate le vostre esperienze!

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Mario Palmieri

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