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Facebook dichiara guerra ai like innaturali

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Come tutti ormai sappiamo, da anni Google si adopera per mostrare una SERP sempre più pulita e utile al navigante, qualche volta lo fa con successo, altre volte commette errori grossolani, ma sicuramente Panda e Penguin hanno segnato una linea di confine tra la nuova e la vecchia SEO.

D’altro canto, non si può non tenere conto della portata dei social network, in particolare di Facebook, che attualmente è quello più diffuso al mondo.

Tuttavia, sebbene sui motori di ricerca qualche tentativo di epurazione è stato fatto, all’interno dello stesso Facebook troviamo ancora molti contenuti-spazzatura e ci sono post con un numero di like che non meriterebbero assolutamente. Anche se non tutti gli amministratori di pagine conoscono i dettagli dell’EdgeRank, sicuramente ne hanno intuito il funzionamento e lo usano a loro vantaggio. O almeno questo era possibile fino a qualche giorno fa. Adesso pare che sia avvenuto un cambio di rotta e che lo spam non avrà più vita facile nemmeno su Facebook.

Innanzitutto, saranno penalizzati i post e le pagine che chiedono esplicitamente like, commenti e condivisioni, anche attraverso le immagini. Insomma non dovremmo più trovare nel news feed quei post che senza una spinta esplicita non otterrebbero mai l’alto livello di engagement che di solito li caratterizza.

In secondo luogo, finalmente, saranno puniti i contenuti duplicati e\o rubati ad altre pagine, anche se su questo punto ho delle perplessità: non è ancora chiaro come sarà possibile distinguere un contenuto duplicato da uno virale. Sospetto che Facebook commetta gli stessi errori di Google.

Infine, verranno puniti i link ingannevoli, tipo quelli che promettono video sensazionali in cambio di like e condivisioni, salvo poi ritrovarsi infezioni o, nella migliore delle ipotesi, pagine piene di annunci pubblicitari non richiesti.

Tuttavia, mentre Google invia messaggi ai webmaster penalizzati, Facebook non ha ancora reso noto le modalità di avviso di penalizzazione, né tantomeno si sa se esiste la possibilità di inviare richieste di riconsiderazione. Sappiamo inoltre che queste modifiche avranno effetti sul news feed, ma non si sa ancora nulla in merito ai risultati della ricerca interna. L’impressione è che sebbene Facebook si stia preparando a lanciare un motore di ricerca, la strada sia ancora molto lunga.

La tua opinione qual è? Come cambierà il modo di scegliere i contenuti per le proprie pagine? Quali saranno i vantaggi per gli utenti? A te la parola. 😉

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Mario Palmieri

Mi chiamo Mario Palmieri e sono un digital copywriter. Mi occupo di scrivere testi pubblicitari e contenuti per conto di aziende e professionisti che vogliono farsi conoscere sul web.

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L’obiettivo della campagna su Facebook era quello di aumentare il numero degli iscritti facendo appello a tutti quei marketer che fanno fatica a produrre contenuti nuovi e genuini per il loro business. Il tono richiesto doveva essere amichevole, come a parlare da collega a collega.

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