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#iocisto e il video della banca: perché non fa ridere

Video virale #iocisto

Nella giornata di ieri è saltato fuori il video di questa filiale della banca Intesa San Paolo realizzato per una sorta di contest interno (video che quindi sarebbe dovuto restare privato) che è diventato virale praticamente in poche ore. Per chi non lo avesse visto, eccolo qui:

Personalmente, come ho anche scritto su Facebook, ritengo che il concetto alla base dello script non sia da buttare, ma il modo in cui è stato recitato è semplicemente patetico.

È tutto molto grottesco, con la direttrice (suppongo) che crede davvero di star facendo la performance artistica della vita e gli impiegati alle sue spalle che hanno l’aria di chi è stato coinvolto suo malgrado (congratulazioni a Fabio che si è dato per malato). La canzoncina finale con la torta è il colpo di grazia.

Ammetto di aver riso la prima volta che l’ho visto, ma poi subito dopo è subentrata una malinconia infinita.

#iocisto è frutto dell’ignoranza del mezzo internet

Sebbene fosse destinato a un contest interno e non alla diffusione online, non si può giustificare il cattivo gusto che esprime il video. Per carità, non si chiede a nessuno di fare un video da veri professionisti, ma almeno qualcosa di decente la si poteva produrre, anche perché l’istituto bancario ha deciso di diffondere uno dei video ricevuti dalle filiali che vede il personale interpretare una versione modificata della canzone Occidentali’s Karma: neanche lì sono professionisti, ma c’è tutta la volontà di mettere su un’idea carina facendo dell’ironia sulla quotidianità del lavoro in filiale, segno che chi ha ideato il video era consapevole che ciò che stava filmando potesse comunque andare online.

Sono convinto, quindi, che il video della filiale di Castiglione delle Stiviere sia frutto dell’ignoranza del funzionamento dei social media e delle sue potenzialità.

Non si pretende che un direttore di banca conosca le dinamiche di questo mezzo di comunicazione, per quello ci sono i professionisti, ma quanto meno sapere che i social esistono e che la minima stronzata può andare in mondovisione sarebbe indispensabile. Quando lavoravo in un bar di una catena a Londra, il manager del punto vendita controllava sempre che fosse tutto pulito e in ordine perché era terrorizzato dall’idea di fare una figuraccia che potesse diventare virale sul web e danneggiare l’azienda e francamente credo che sarebbe cosa buona e giusta se questo terrore lo avessero un po’ tutti gli imprenditori (a meno che ciò non abbia ricadute sui dipendenti).

Video ridicolo sì, ma…

Che il video sia brutto da vedere siamo tutti d’accordo. Tuttavia, credo che fare del bullismo e deridere pubblicamente chi effettivamente ci ha messo la faccia, sia un atteggiamento incompatibile con lo spirito di internet. Per me in nessun caso è giustificabile l’eccessiva derisione e l’offesa personale nei confronti di chi compare nel video.

La viralità va bene, fa parte della rete e nessuno può lamentarsi se un video riceve milioni di condivisioni, ma la gogna pubblica è un’altra cosa. Ed è sbagliata.

Il tuo parere

Ho voluto scrivere questo articolo di opinione perché vorrei stimolare una discussione riguardo l’argomento viralità e uso dei social da parte delle aziende. Tu che idea ti sei fatto guardando questo video? Parlane nei commenti.

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