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La sostenibilità su misura di Gloria Vanni

Gloria Vanni
Gloria Vanni
Immagine: Tiziana Orrù

Troppo spesso si abusa della parola sostenibilità senza comprenderne la reale portata, ma altrettanto spesso la sostenibilità viene accantonata, sovrastata com’è da una quotidianità che quasi preclude la possibilità di vivere bene. Tuttavia, è anche vero che quando la sostenibilità ci viene imposta perde il suo appeal, e come un vecchio mobile viene accantonata in soffitta, relegata in un ripostiglio e dimenticata sotto polvere e ragnatele.

Per riscoprire la sostenibilità è necessario renderla più attraente, più sexy. Questo, però, ce lo racconta Gloria Vanni, autrice di #LessIsSexy, in questa intervista che mi ha gentilmente concesso e per la quale la ringrazio sentitamente.

Mario: Sappiamo che il tuo concetto di sostenibilità non è limitato al vuoto ambientalismo che oggi riempie la bocca dei media. Cos’è per te la sostenibilità?
Gloria: Non sono un guru della sostenibilità. Sono una persona cui la sostenibilità ha chiesto di parlare e diffondere la sostenibilità, scusa la ripetizione! Prendo in prestito queste parole: la sostenibilità è una dichiarazione d’amore alla vita. Per me è un mosaico di attenzione, accettazione, compassione, compartecipazione, condivisione, cura, etica, equità, rispetto, sostegno, solidarietà… Per se stessi e per gli altri. Perciò #LessIsSexy è sostenibilità su misura: personale, sociale, globale, ambientale e Made in Italy sostenibile.

M: Pensiamo all’economia, molto importante per le aziende e per i mercati in generale: esiste un modello sostenibile?
G: Credo esistano più modelli sostenibili che sono un valore per i mercati. In ogni angolo del mappamondo ci sono modelli sostenibili con l’ambiente in cui operano. Ambiente inteso come luogo, persone, società e non solo come Terra e atmosfera (stato di salute) del nostro pianeta. Qualsiasi impresa che opera in modo etico ed equo, per sé, i propri dipendenti e collaboratori, per la società e il Paese che la ospita, è valore aggiunto e un modello di sostenibilità.

LessIsSexyM: Ora parliamo del tempo: la sostenibilità sta anche nell’usare il tempo nel modo giusto. Qual è la chiave per evitare il sovraccarico e svolgere tutte le nostre attività con i tempi giusti?
G: Ognuno di noi ha un proprio metro e non è detto che il mio vada bene anche a te. Sono in una fase in cui sto sperimentando come migliorare anche la gestione del mio tempo. Con risultati ancora minimi 🙁 Colpa del cambio di CMS, lo so! Darsi degli obiettivi è un passo verso il vivere un tempo giusto o sostenibile. Compilare le liste delle cose da fare, darsi priorità e traguardi temporali. Se, nonostante l’impegno, non si riesce a fare tutto, be’ non cade il mondo e domani è un altro giorno buono per ripartire! Dopo la migrazione da Squarespace a WordPress, mi sono detta: il sito deve essere a posto entro il 1° aprile, primo compleanno di #LessIsSexy. Poi sono passata al 1° giugno e ora al 1° settembre. Conto sulle due settimane di agosto di non pubblicazione per terminare di lavorare sul 2013. Devo ricaricare foto, correggere permalink e testi, fare descrizioni…

M: Come mai, secondo te, la sostenibilità è poco discussa, poco praticata e poco amata?
G: Perché ci è stata, ci è, imposta in modo noioso e rigoroso. Come obbligo, dovere, minaccia. E tanto più in paese refrattario alle regole come il nostro, queste modalità hanno effetto contrario. Perciò è poco usata in Italia, dove ci limitiamo a parlare di sostenibilità ambientale, e in genere nelle cosiddette società del benessere. Ma sappiamo cos’è il greenwashing, cioè l’appropriazione ingiustificata di virtù sostenibili da parte di persone, imprese, organizzazioni. La sostenibilità ha però sinonimi sostenibili e reali come solidarietà, aiuto reciproco, scambio, baratto…

M: In passato sei stata una giornalista. Inoltre la scrittura è da sempre la tua passione, tuttavia scrivere in modo sostenibile non è semplice. Tu come fai?
G: Sono, sarò sempre una giornalista, fino all’ultimo mio respiro! È una scelta professionale che ho vissuto evitando coinvolgimenti politici – non ho quasi mai lavorato con i quotidiani -, puntando sull’informazione senza giudizio. Quando sono capitata in situazioni spiacevoli, ho preferito non parlarne. L’errore, il giorno no, sono normali per me, lo chef di un ristorante, il proprietario di un albergo, l’agricoltore e il produttore. Mettersi nelle scarpe degli altri è la mia chiave sostenibile, come giornalista e blogger. Come blogger sono passata dal voi al tu, parlando in modo più diretto, meno informativo (giornalistico) e più coinvolgente (da blog).

Gloria Vanni

M: Parliamo ora del tuo blog: LessIsSexy ha compiuto un anno. Abbastanza per essere seguito e condiviso. Ti aspettavi un risultato del genere quando hai cominciato?
G: Sono liquida e in continuo mutamento. Ho cominciato #LessIsSexy con passione e quella dose d’incoscienza che tante volte mi ha fatto, mi fa, innamorare di persone e progetti. La passione è più forte e intensa dei possibili risultati. Credo che la strada sia ancora lunga: la sostenibilità è meno sexy di moda, cibo, design, per esempio. #LessIsSexy ambisce a essere idea, stile, trend, duraturi e globali.

LessIsSexyM: Qual è stato l’evento che ha segnato una svolta nella vita del blog?
G: A oggi non c’è un evento singolo che ha segnato una svolta. C’è una evoluzione scandita da più eventi e più persone. Il sogno, l’obiettivo è rendere la sostenibilità su misura e il Made in Italy conosciuti, diffusi, praticati. Perciò sono passata a WordPress, CMS che consente anche un’ottimizzazione Seo, maggiore indicizzazione e conoscenza. #LessIsSexy è oggi in prima pagina Google e in prima posizione per sostenibilità personale e sostenibilità su misura. È in prima pagina, in settima posizione per la sostenibilità sociale, in sesta per il Made in Italy sostenibile e in decima per la sostenibilità globale. Sono piccoli traguardi e tutti migliorabili. Di una cosa sono certa: #LessIsSexy è un blog polifonico, a più voci. Con contributi di coautore, publisher e publisher/ambassador. La sostenibilità ha bisogno di fare rete.

M: In quanto a commenti, il livello d’interazione su LessIsSexy è molto alto, e forse questo è uno dei punti di forza del blog. Come riesci a costruire un dibattito così elevato sia in termini di quantità che di qualità?
G: LessIsSexy è un blog/spazio aperto. Una casa priva di pareti, con un tetto sorretto da tubi Innocenti dove entrano ed escono aria, sole, luce, persone. Ognuno è libero di dire ciò che pensa. C’è un tacito invito a buon senso, educazione, correttezza. Non ho mai cancellato un commento. Laddove diventano troppo personali, cerco di ritornare alla sostenibilità. Con leggerezza e ironia. Con gentilezza e sorrisi.

M: Un blog non può prescindere dalla presenza sui social. In che modo LessIsSexy li utilizza? Quali sono quelli che preferisce?
G: I social sono parte integrante del lavoro quotidiano di #LessIsSexy. E che lavoro! Sono strumenti di confronto e condivisione, spunti e occasioni di conoscenza per fare rete. Tutto questo, come puoi capire, implica tempo e impegno, ogni giorno e non solo mio. Francesca Ungaro, coautore, è un prezioso aiuto anche sulla comunicazione social. Anche i publisher/ambassador fanno rete. Io inizio con un #buongiorno via Twitter, poi passo a GooglePlus – profilo e pagina appena aperta – Facebook (profilo e pagina), Linkedin (profilo), Pinterest (pagina LessIsSexy by Gloria Vanni), Instagram (profilo). Tutto questo due/tre volte al giorno. All’orizzonte c’è il canale Youtube e quanto la sostenibilità mi indicherà strada facendo 🙂 Amo molto Pinterest e Twitter. Ci sono anche i momenti in cui ho bisogno di silenzio. Se non ho niente da dire, sto zitta. LessIsSexy anche e al massimo pubblico un’immagine con una frase. Minimalista ed essenziale anche nella comunicazione!

LessIsSexyM: La sostenibilità è presente in ogni ambito della nostra vita quotidiana, dunque su LessIsSexy si può parlare di quasi tutti gli argomenti. Hai avuto difficoltà a conciliare le mille sfaccettature della sostenibilità nello stesso spazio web?
G: No, nessuna difficoltà. Dopo i primi 10 mesi, una sorta di palestra, #LessIsSexy è diventato sostenibilità su misura. E, con l’aiuto di un piano editoriale elastico, con un occhio all’attualità, la sostenibilità personale si alterna a quella sociale, globale, ambientale, al vivere e al Made in Italy sostenibili.

M: Questo blog è letto da molti blogger. Dai loro un consiglio sostenibile. 😉
G: Grazie a chi ci segue, non prendetemi troppo sul serio, adottate e condividete la sostenibilità nel mondo virtuale e reale: è gioia e follia che si trasformano, spesso, in felicità!

Ora la parola passa a te: come pratichi la sostenibilità su misura? Cosa manca, secondo te, per una sua più ampia diffusione? Parliamone insieme nei commenti!

P.S.: non dimenticare di passare su LessIsSexy! 😉

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15 risposte

  1. Grazie, Mario!

    Il grazie è grande perché arriva anche dalla sostenibilità! Perché le tue domande sono preziose chiavi di lettura per conoscere qualcosa del nostro passato – la sostenibilità dei nostri nonni e bisnonni -, che ci è stato pure tramandato ma abbiamo dimenticato.

    Comunque, non è mai troppo tardi, diceva qualcuno nel secolo scorso! È necessario, è urgente, è oggi, è #LessIsSexy 🙂

    Cosa? La SOSTENIBILITÀ!!!

  2. Ciao Mario, ciao Gloria!

    Come sapete, ho aderito di slancio al progetto di #LessIsSexy [grazie per la menzione al mio lavoro sui Social!].
    L’ho fatto – con tanto entusiasmo, dico – proprio per il motivo che Gloria spiega meglio di me:
    “La sostenibilità è poco discussa, poco praticata e poco amata perché
    ci è stata, ci è, imposta in modo noioso e rigoroso. Come obbligo, dovere, minaccia. E tanto più in paese refrattario alle regole come il nostro, queste modalità hanno effetto contrario”.

    La mia testimonianza è che – da quando mi dedico di più e meglio alla sostenibilità – le mie giornate sono più allegre.
    Compio gesti un po’ folli e molto creativi, ma capaci di restituirmi una grande felicità!
    Provare per credere 🙂

    1. Vero, spesso la sostenibilità viene associata al famigerato “rigore” alla tedesca che ci vorrebbero imporre, senza comprendere che invece ciò che ne deriva è l’esatto opposto.
      Personalmente, non sono nemmeno tanto convinto che chi impone obblighi alla sostenibilità sia tanto in buona fede. Potrò sembrare cinico e malfidato, ma come diceva un celebre insostenibile: a pensar male delle persone si fa peccato, ma spesso si indovina.

    2. La sostenibilità + io siamo molto, molto felici di questo tuo contagio un po’ folle, Francesca!

      Se la tua passione riesce a contagiare altri, allora siamo a 1+1 = 2, 2+2 = 4 e così via. E la sostenibilità diventa patrimonio comune… va ben, per il momento è ancora un sogno, appuntamento a un anno 🙂

  3. Francesca… mi hai rubato la battuta! Scherzo naturalmente, ma non posso non dire che una frase di Gloria che oggi mi ha impressionato (e con questo voglio dire: lasciato il segno) è proprio che la sostenibilità ci è stata, ci è, imposta in modo noioso e rigoroso.
    E’ verissimo! E quindi mi piace tanto il suo voler esprimere questo concetto anche con altri termini, come mi piace il suo modo di portare avanti la sostenibilità, che è ciò che RISCHIA di farci vivere e non solo sopravvivere.
    Se lo capissimo tutti credo saremmo già a buon punto.
    Che dire? Lunga vita a #LessIsSexy e a Gloria Vanni!

    1. Sono d’accordo con te, anzi credo che si possa parlare di sostenibilità solo in modo sostenibile, poiché questa è l’unica via per renderla più conosciuta e più appetibile, insomma più sexy. 😉

      1. Sexy, appunto! Appetibile, divertente, piacevole, leggera. qual famigerato “lato B” che facciamo fatica a scoprire e conoscere ma… prima o poi, Mario, ne assaporiamo il gusto. E come, dice Daniela, il rischio è vivere anziché sopravvivere. Non male!

  4. Incontrare Gloria vuol dire capire che se si crede fermamente in un’idea e si vuole realizzarla muovendo anche gli altri e facendo network, tutto diventa possibile.

    A volte compiamo dei gesti che non vede nessuno. E abbiamo idee in cui nessuno crede. Gloria è uno splendido direttore d’orchestra: sa coordinare il team, dare spazio alle idee, essere in prima linea e portare curiosità, creatività, passione.

    Continuate a seguirla perchè questa dolcissima ed intelligente signora è già -con la testa e nel cuore – nella realtà che sta arrivando.

    1. Condivido in toto quanto hai scritto e aggiungo che senza passione e creatività i traguardi che crediamo irraggiungibili lo saranno sul serio! Sostenibilità è anche questo, e Gloria ha un grande merito.

      1. Caspita, meno male che nessuno vede quanto sono diventata rossa a leggere le belle parole che accompagnano questa intervista. Ma… il merito è di Mario e della sostenibilità!

  5. Ciao Mario,
    Bella intervista. Credo tu, anzi voi, abbiate centrato il nodo della questione: la sostenibilità non deve essere noiosa e pedante, ma sexy e briosa…esattamente come #LessIsSexy!
    Simone

    1. Onore a Mario e alla sostenibilità sostenibile, quella sexy e briosa! Grazie a tutti e continuiamo a condividere quella sana e divertente follia che risponde al nome di sostenibilità!

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