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Lavorare online: è necessaria la Partita IVA?

Il dilemma che da anni affligge tutta la blogosfera italiana è quello del fisco: per guadagnare online con il proprio sito Internet è necessario aprire Partita IVA o i guadagni ottenuti via Internet, magari con le affiliazioni, possono essere considerati il frutto di una prestazione occasionale?

Fino a qualche tempo fa, in verità, la legge italiana non era molto chiara in tema, il che ha gettato nel panico tanti webmaster che avevano l’incubo di ritrovarsi ispettori del fisco e ufficiali giudiziari a casa propria per aver guadagnato quattro soldi con qualche banner pubblicitario.

Oggi come oggi, la definizione di prestazione occasionale è ben precisa, stando al decreto legislativo 276/2003 (art. 61, comma 2):

Dalla disposizione di cui al comma 1 sono escluse le prestazioni occasionali, intendendosi
per tali i rapporti di durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell’anno solare
con lo stesso committente, salvo che il compenso complessivamente percepito nel medesimo
anno solare sia superiore a 5 mila euro, nel qual caso trovano applicazione le disposizioni
contenute nel presente capo.

Stando ai termini di legge, chi guadagna online con le affiliazioni, ad esempio con il circuito di AdSense, deve necessariamente aprire Partita IVA, in quanto il rapporto commerciale con il committente (nel mio esempio Google), dura ben oltre i trenta giorni all’anno. Per quanto riguarda il secondo requisito, anche se gestite più siti e per ognuno di questi il circuito di affiliazione è diverso dovete comunque aprire Partita IVA se superate i 5.000 euro lordi l’anno.

La situazione cambia se invece guadagnate online vendendo un vostro prodotto (ad esempio i famosi infoprodotti) usando un sito web come semplice strumento di comunicazione: in tal caso si parla di prestazione occasionale, in quanto la vendita non è continuativa, dunque a meno che non superiate 5.000 euro di compenso all’anno non siete obbligati ad aprire Partita IVA.

Fermo restando che ogni tipo di reddito percepito dovrebbe essere soggetto a tassazione, ci sono diversi tipi di guadagni che sfruttano in maniera totalmente diversa quel versatile strumento che il sito web ed è giusto distinguere le varie classi di reddito.

Voi guadagnate online? In che modo? Avete aperto Partita IVA? Ci sono modi alternativi per guadagnare senza Partita IVA?

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Mi chiamo Mario Palmieri e sono un digital copywriter. Mi occupo di scrivere testi pubblicitari e gestire blog per conto di aziende e professionisti che vogliono farsi conoscere sul web.

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