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Perché qualcuno ancora NON acquista online

Trend

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Sicuramente il business è in crescita e sempre più persone acquistano su Internet dai siti e-commerce, soprattutto in Italia, dove questa tendenza si è avvertita con un certo ritardo rispetto ad altri Paesi europei.

Il numero di e-commerce è cresciuto perché anche chi ha un negozio fisico ha realizzato che, avendo già il magazzino e potendo pagare un webmaster per creare una piattaforma online, basta mettersi d’accordo con uno spedizionista sulle tariffe e il gioco è fatto, talvolta con ottimi risultati.

Tuttavia, se i commercianti hanno fiutato l’affare, gli utenti non hanno colto l’opportunità: c’è sì una crescita, ma sono ancora tanti gli utenti che preferiscono acquistare il prodotto in un negozio offline.

Perché?

Ho fatto un piccolo sondaggio e a grandi linee posso dire quali sono i nodi di diffidenza degli italiani verso il commercio online.

La spedizione

Nonostante i moderni sistemi di tracciamento, sono in molti a pensare che il pericolo che un pacco non arrivi a destinazione sia più che concreto. Diciamo che in parte è vero: alcuni spedizionisti non sono esattamente l’emblema della serietà, ma è pur vero che quasi tutti i negozi online si rivolgono a ditte rinomate nel settore.

Le truffe

Beh sì, bisogna essere nabbi all’ennesima potenza per cascarci, ma a volte le truffe sono proprio ben fatte ed è difficile accorgersene. A volte un prezzo troppo conveniente può bastare a far scattare mille sospetti nella mente del consumatore. A volte però è proprio così: acquistare online conviene.

I resi

Se il prodotto non mi piace? Se il prodotto è danneggiato? Se il prodotto non mi serve più? Se ho acquistato per errore, magari ingannato da una landing page troppo ambigua (mah… però l’ho sentita)? La paura ricorrente del consumatore è quella di non poter più restituire gli oggetti acquistati o comunque di incorrere in problemi di vario genere nell’effettuare questa procedura. Bisognerebbe informare queste persone che per quanto riguarda i resi, essi sono tutelati maggiormente online piuttosto che offline: mentre per le vendite a distanza c’è una normativa europea ben precisa a tutela dei consumatori, un negozio tradizionale non è tenuto ad accettare alcun reso!

Prodotti non conformi

Il prodotto può essere diverso da come descritto, la foto può essere sbagliata… magari a volte non è nemmeno colpa di chi cura le schede prodotto, fatto sta che può succedere. Questo a volte basta a frenare i desideri dei consumatori. Basterebbe una ricerca su Google per verificare la veridicità di quanto descritto e in caso di contraddizione chiedere chiarimenti all’assistenza del venditore, ma si sa: l’utente medio è pigro.

I pagamenti

Non tutti i pagamenti sono sicuri, ma questo non dipende dal negozio: il server può non trasferire il denaro, qualche hacker potrebbe intercettare i propri dati, il bonifico può non andare a buon fine. Sarebbe bene accettare pagamenti in contrassegno e informare gli utenti sulla collaudata sicurezza del sistema Paypal.

Conclusioni

Le problematiche sono legate, come si vede, al fatto di non poter vedere e toccare il prodotto di persona. Vien da sé che è compito del venditore accorciare le distanze:

  • Si può e si deve scegliere lo spedizionista migliore;
  • Si dovrebbe incentivare il feedback e le recensioni da parte degli utenti;
  • Bisogna fare chiarezza sulle politiche di reso adottate;
  • Bisogna essere precisi al massimo con le descrizioni e le foto dei prodotti;
  • Si dovrebbe accettare il contrassegno come forma di pagamento.

Sul tuo e-commerce quali politiche hai adottato per tranquillizzare i diffidenti? Quali altri fattori potrebbero trattenere un utente dall’acquisto online? A te il commento. 🙂

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Mi chiamo Mario Palmieri e sono un digital copywriter. Mi occupo di scrivere testi pubblicitari e gestire blog per conto di aziende e professionisti che vogliono farsi conoscere sul web.

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