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Barcollo ma non mollo: reagire ad una crisi

Barcollo ma non mollo: reagire ad una crisi

Barcollo ma non mollo: reagire ad una crisi

La vita di un creativo è fatta di momenti: ce ne sono alcuni caratterizzati da intuizioni geniali, altri da errori madornali. Nel secondo caso, cioè quando c’è una crisi, la situazione diventa imprevedibile. Mantenere la lucidità ed i nervi saldi sia col cliente che con i follower del brand è l’unico modo per uscirne.

Proprio in questi giorni, ad esempio, si parla del caso Moncler, accusata dal programma televisivo Report di adoperare metodi crudeli sugli animali per ricavare la piuma d’oca, materia prima dei capi d’abbigliamento prodotti dal brand italo-francese. Sono piovuti insulti e feedback negativi a raffica, ovviamente, ma dal canto suo il brand non ha nemmeno tentato di difendersi, limitandosi ad una schermata di smentita sul proprio sito ed un comunicato nemmeno tanto convincente diffuso sui social.

Tuttavia, le crisi non avvengono solo per cause esterne o di forza maggiore, ma potremmo essere noi stessi a causarle. Qui vengo al punto parlandoti di un errore che ho commesso di recente e che ha finito per condizionarmi.

È accaduto che un brand mi ha commissionato la scrittura di post abbastanza tecnici per il suo blog aziendale, così mi sono documentato da fonti che ritenevo attendibili ed ho scritto gli articoli richiesti.

Dopo qualche giorno dalla pubblicazione vengo contattato da un responsabile dell’azienda, abbastanza nervoso, che mi comunica che i post contengono gravi inesattezze: ho commesso un errore di valutazione riguardo le mie fonti, un errore imperdonabile per qualsiasi blogger.

Naturalmente ho adottato misure cautelari per far sì che la cosa non si ripeta, ma sai cos’è accaduto nelle settimane seguenti? Ho iniziato a diffidare di tutto e mi sono sentito sempre più insicuro, non solo nei confronti del cliente in questione, ma anche di tutti gli altri. Sono arrivato al punto di temere addirittura di pubblicare una foto su una fanpage.

Mi sono detto che così non andava: essere insicuri è un errore peggiore di quello che ho commesso in precedenza. Ho perso la calma e anche se il rapporto col cliente era tornato quello di prima, quello con me stesso era gravemente compromesso. Un freelance è solo, non vive del lavoro di squadra come in un’agenzia e non può contare sulle rassicurazi0ni dei colleghi. Certo, l’entusiasmo del successo è amplificato, ma lo è anche il rammarico per il fallimento. Che fare? Beh, personalmente mi sono detto che anche se avevo sbagliato non avevo alcun motivo per iniziare a credere che lo avrei fatto ogni giorno, così ho ritrovato la serenità e la passione.

Ti racconto questa mia esperienza affinché possa esserti utile nei momenti difficili: hai sbagliato? Succede a tutti, grandi e piccoli, veterani e principianti. Che motivo hai, però, di presupporre che sbaglierai sempre? Alla fine hai soltanto aggiunto un tassello a quel mosaico che chiami esperienza.

Ora parlami della tua, di esperienza: ti sei mai lasciato condizionare da un errore? Come hai reagito? Lasciami un commento e sarò lieto di confrontarmi con te. 😉

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One Response

  1. Vedi Mario, l’importante è la motivazione. In tutto.
    Hai cannato? Bene, ciccia, è un rischio del mestiere. Domani, invece, potresti centrare il miglior obiettivo di sempre. Chi lo sa!

    Pensi che gli attuali influencer del nostro settore siano arrivati lindi sul gradino più alto?
    No, assolutamente. Anche loro sono scivolati e hanno saputo rialzarsi, perché amavano (e amano) fare ciò che fanno. Come te.

    Quindi, tranquillo, e continua sulla strada giusta: quella dell’esperienza. 😉

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Mi chiamo Mario Palmieri e sono un digital copywriter. Mi occupo di scrivere testi pubblicitari e gestire blog per conto di aziende e professionisti che vogliono farsi conoscere sul web.

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