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Scelta delle parole: non commettere questi 10 errori

Scelta delle parole

Iniziamo con una storia. Mario è al bar una sera e sta bevendo una birra. A un certo punto arriva Chiara e i due fanno conversazione. Parlano del più e del meno, si trovano d’accordo, insomma c’è complicità. Allora Mario chiede il numero di telefono a Chiara. Per lei va bene, così Mario prende il cellulare e si prepara a memorizzare il numero, ma Chiara lo ferma e gli dice che deve memorizzarlo in mente. Lui accetta la sfida e pensa di avercela fatta. Dopodiché, Chiara inizia a parlare dei suoi cani e dopo un’ora di conversazione lei va via.

Il giorno dopo, Mario vorrebbe mandare un messaggio a Chiara, ma non può, perché ha dimenticato il suo numero. Nonostante per lui fosse importante risentire Chiara, lui ha dimenticato il numero che aveva memorizzato la sera prima.

Ok, la storia è inventata e le cose tra i due sono andate benissimo (e comunque avrei ricordato il numero perfettamente), ma questa storia è un esempio di ciò che accade nella nostra mente quando memorizziamo le definizioni delle parole anziché imparare a usarle: finisci per dimenticarne la definizione e usarla nel modo sbagliato solo perché è simile a un’altra parola.

Errori di questo tipo se ne fanno tanti e se hai iniziato a scrivere da poco, potrebbe tornarti utile sapere quali sono le coppie di parole che generano più confusione. Ecco, dunque, le prime dieci.

1. Complimento e complemento

  • Complimento: espressione di lode, si dice per manifestare apprezzamento nei riguardi di qualcosa o qualcuno.
  • Complemento: ciò che completa una cosa aggiungendo qualità e valore ad essa.

2. Premiere e premier

  • Premiere: la prima manifestazione di un determinato evento, quali per esempio uno spettacolo o un concerto.
  • Premier: persona con il rango più alto in un determinato gruppo. Un presidente del Consiglio dei Ministri, all’interno di tale gruppo, è un premier.

3. Effetto e affetto

  • Effetto: il risultato di un’azione o di un evento, come nel rapporto causa-effetto.
  • Affetto: sentimento che lega una persona a qualcosa o qualcuno. In alternativa, participio passato del verbo affigere.

4. Accezione ed eccezione

  • Accezione: il senso, il significato (o i significati) di una parola e la percezione di essa nella mentalità comune in una data epoca.
  • Eccezione: una persona, una cosa o una situazione che sfugge alla regola generale prevista per casi della tipologia a cui essi appartengono.

5. Assicurare e rassicurare

  • Assicurare: rendere qualcosa o qualcuno sicuro, proteggere da eventuali danni e pericoli.
  • Rassicurare: l’azione di eliminare dubbi, apprensioni e timori con lo scopo di conferire maggior tranquillità.

6. Oltre e inoltre

  • Oltre: al di là di un certo limite, sia esso spaziale, temporale o ideale. Implica il superamento di qualcosa.
  • Inoltre: parola che significa in aggiunta a. Indica che qualcosa viene aggiunto al concetto di partenza.

7. Parafrasi e perifrasi

  • Parafrasi: esplicitazione di un testo o un discorso attraverso parole diverse e di più facile comprensione rispetto all’originale, oppure, per estensione, ripetizione con parole diverse di qualcosa già affermato da altri.
  • Perifrasi: una circonlocuzione, ossia l’uso di più parole che esprimono un concetto che potrebbe invece essere espresso in una parola sola.

8. Procedimento e procedura

  • Procedimento: insieme delle azioni da effettuare una dopo l’altra al fine di ottenere un certo risultato, oppure la misura del progresso di una determinata operazione.
  • Procedura: insieme delle regole, norme, pratiche e consuetudini che vigono in un certo contesto o all’insorgere di certi avvenimenti.

9. Stazionale e stazionario

  • Stazionale: lo si dice di ciò che è relativo alla stazione, ovvero alla sosta. Un luogo stazionale, ad esempio, è un luogo adatta alla sosta.
  • Stazionario: ciò che è immobile, stabile, che al momento non muta la sua condizione.

10. A volte e avvolte

  • A volte: avverbio che sta a indicare una frequenza occasionale, con ricorsività aperiodica o non regolare.
  • Avvolte: participio passato del verbo avvolgere. Scrivere avvolte pretendendo di usarlo come avverbio di tempo è un grave errore di ortografia sempre più comune.

Il tuo turno

Conosci altre coppie di parole che spesso vengono confuse tra loro? Quali pensi che sia doveroso indicare? Scrivilo nei commenti.

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Mi chiamo Mario Palmieri e sono un digital copywriter. Mi occupo di scrivere testi pubblicitari e gestire blog per conto di aziende e professionisti che vogliono farsi conoscere sul web.

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