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La selfie-mania un disturbo mentale? Ma anche no!

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Non mi sono mai spiegato com’è possibile che per ogni novità che il mondo ti presenta c’è sempre uno studio inglese, canadese, statunitense o chissà da quale parte del mondo pronto a smontarla.

Cioè, se noi paghiamo la ricerca per cancro, leucemia, SLA e simili, perché ci ritroviamo questi scienziati che si impegnano a studiare i capelli delle donne o l’abitudine di mettersi le dita nel naso!?

L’ultimo studio (o presunto tale) in ordine di tempo è quello sul selfie: pare che la American Psychiatric Association abbia associato questa abitudine ad una forma di disturbo mentale dovuta ad una scarsa autostima e l’ha ribattezzata come Selfite.

Il classico autoscatto, in pratica, è una malattia mentale. Tra le varie cose, nell’articolo si legge che non esiste ancora una cura per questo disturbo e che si può intervenire soltanto sulla carenza di autostima.

Il disturbo, inoltre, è tripartito su una scala di gravità: esiste la selfite borderline, la selfite acuta e la selfite cronica. Nel primo caso, il soggetto si limita a tre autoscatti al giorno, nel secondo caso arriva fino a sei, mentre nel terzo caso il malato si ritrae dalle sette volte in su, poiché in questo stato il selfie diventa un bisogno compulsivo.

Quello che mi chiedo è: ho spulciato il sito della APA da cima a fondo, possibile che non ci sia nessuna notizia che ne parli? La mia curiosità mi ha portato, poi, a cercare sui siti di diversi quotidiani USA, ma senza trovare alcuna traccia di questa notizia.

Che si tratti di una bufala?

Fatto sta che questa “novità”, ormai non più così innovativa, è entrata a far parte della quotidianità di milioni di persone, in ogni parte del mondo.
Che sia o meno un disturbo, una fobia, una malattia, questo non sta a noi deciderlo. Anche se le conseguenze legate ai selfie possono essere in qualche modo “patologiche” se così vogliamo dire.

Basti pensare a tutti coloro che possono mettere in pericolo la vita delle altre persone quando fanno i selfie in macchina, mentre sono alla guida, o coloro che si fanno i selfie mentre portano a passeggio i propri figli, magari perdendoli d’occhio.

Ovviamente non si può ritenere una malattia, sarebbe da idioti. Però c’è da dire che questa moda ha incrementato, e di gran lungo, la disattenzione di alcuni individui.
Quella si che può essere molto pericolosa.

Pertanto si Selfie chi  può! 😉

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Mario Palmieri

Mi chiamo Mario Palmieri e sono un digital copywriter. Mi occupo di scrivere testi pubblicitari e gestire blog per conto di aziende e professionisti che vogliono farsi conoscere sul web.

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