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Come cambia la SEO con la ricerca vocale

Ricerca vocale

La tecnologia del riconoscimento vocale implementata negli smartphone ha cambiato il modo di usare questi dispositivi. A ben guardare, infatti, oggi tutti parlano al proprio cellulare come se fosse una persona!

C’è chi manda messaggi vocali su Whatsapp, chi memorizza una nota, chi detta un messaggio testuale, ma soprattutto chi cerca informazioni su Internet tramite la ricerca vocale.

Parlare a Siri, Cortana o l’assistente di Google, ormai è cosa di tutti i giorni, quindi. La ricerca vocale potrebbe diventare, col tempo, il metodo più utilizzato per reperire informazioni nel modo più veloce possibile. Del resto l’utente medio è pigro, non ha voglia di digitare, tanto più se la query è lunga.

A questo si aggiunge il fatto che, anche se non ce ne rendiamo conto, quando parliamo utilizziamo un linguaggio diverso rispetto a quando scriviamo. Questa cosa, sui motori di ricerca, è ancora più vera e particolare: se hai un sito, prova a guardare tra le statistiche. Quali sono le query più cercate? Verifica se in esse ci sono articoli, pronomi o preposizioni. Quasi sicuramente, ne troverai pochissime.

Al di là di questo, è vero che quando si scrive le parole sono meno immediate e più ricercate, anche senza volerlo. Di conseguenza, quando usiamo la ricerca vocale, useremo parole più semplici e colloquiali, articoli e preposizioni come in una frase normale.

Come si traduce la ricerca vocale in termini di ottimizzazione?

Se l’abitudine di utilizzare la ricerca vocale dello smartphone continuerà su questo trend, potrebbe essere necessario pensare ad un nuovo tipo di ottimizzazione SEO in quanto a scelta delle parole-chiave.

Il linguaggio sarà più semplice, più immediato e le query saranno più lunghe e articolate e così dovranno essere i periodi. Tuttavia, al contempo dovrà essere necessario mantenere uno stile e una forma quantomeno accettabili. L’uso di un lessico semplice non può essere un alibi per standard di qualità bassi, anche perché Google continuerà a preferire i contenuti scritti bene, rispetto a quelli scritti male, questo è poco, ma sicuro.

Sarà necessario capire non solo cosa pensa e di cosa ha bisogno il proprio pubblico, ma anche come parla. Fare tuo il linguaggio del target diventerà una parte essenziale per questo tipo di SEO, quindi anche se il lessico non sarà certamente forbito, sarà comunque ricercato.

Quando avverrà il cambiamento?

Non è possibile stabilirlo. Oggi, domani, forse tra un anno. Nella nostra epoca il progresso tecnologico si muove molto in fretta, quindi perché non iniziare a prepararsi da subito? Secondo te quali cambiamenti porterà la ricerca vocale nella SEO? Come sarebbe opportuno ottimizzare i propri contenuti? Esponi la tua opinione nei commenti.

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Mario Palmieri

Mi chiamo Mario Palmieri e sono un digital copywriter. Mi occupo di scrivere testi pubblicitari e gestire blog per conto di aziende e professionisti che vogliono farsi conoscere sul web.

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