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ShoppingVerify, perché fidarsi è bene, ma…

ShoppingVerify, perché fidarsi è bene, ma...

ShoppingVerify, perché fidarsi è bene, ma...

È sotto gli occhi di tutti, anche dell’utente medio che non esamina di certo i dati sugli acquisti online: il commercio elettronico è in forte crescita e si può addirittura azzardare la previsione che presto questo tipo di compravendita potrebbe superare il commercio offline. Uso il verbo azzardare non perché non credo che tale previsione possa avverarsi, ma bensì perché non credo che attualmente ci siano le condizioni affinché questo obiettivo venga raggiunto, dato siamo ancora lontani dal far diventare l’e-commerce parte della quotidianità: ad esempio non acquistiamo ancora i beni di prima necessità su Internet, inoltre manca una certa integrazione coi social.

Detto questo, dobbiamo fare una constatazione consequenziale: più aumenta il volume del commercio online, più aumentano le truffe ed i disservizi.

Così come accade offline, sarebbe comodo scambiarsi opinioni sui vari siti e-commerce sparsi per la Rete. Ebbene, ecco spiegato il motivo della nascita, pochi giorni fa, di ShoppingVerify, promosso dalla Casa del Consumatore e finanziato in parte dal Ministero per lo Sviluppo Economico. Mentre le opinioni su questa o quella bottega possiamo scambiarcele a casa, al bar, dal barbiere o in fila alla posta, sul Web possiamo recensire i siti e-commerce, col contributo delle nostre esperienze, su ShoppingVerify. Volendo fare un paragone, potremmo dire che ShoppingVerify è il Trip Advisor dell’e-commerce.

Nonostante il sito sia disponibile in lingue diverse, la banca dati è universale, quindi è possibile leggere ogni commento da ogni parte del mondo, anche perché è disponibile un sistema di traduzione automatica delle singole recensioni.

Ovviamente, questo strumento si trasforma in un’arma a doppio taglio per i siti di e-commerce: è sicuramente una grande opportunità per farsi notare e quindi aumentare le vendite, ma il feedback negativo è dietro l’angolo e una pessima possibilità potrebbe allontanare qualche cliente.

Naturalmente, tutto sta a come si reagisce ai commenti negativi, se li si guarda come una macchia incancellabile oppure se li si tratta come un utilissimo modo per migliorarsi ed offrire un servizio migliore, un po’ come accade sui social network.

Mi piacerebbe, però, leggere la tua opinione: credi che questo strumento sia utile ai consumatori? E credi che lo sarà per i siti recensiti?

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Questo articolo ha un commento

  1. ciao Mario, grazie per questo post perché è breve, chiaro, utile.
    E dato che prima o poi potrei affrontare il problema, inizio a raccogliere informazioni!

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