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Social network: forse condividiamo troppo

Social network: forse condividiamo troppo

Social network: forse condividiamo troppo

Noi esseri umani comunichiamo praticamente da sempre, ma più ci siamo evoluti, più si è evoluto il nostro modo di comunicare. Questo stesso blog, questo stesso post e addirittura l’immagine qui sopra e l’infografica qui sotto sono forme di comunicazione tra le più evolute.

Uno dei problemi che l’uomo si è posto fin dall’antichità, in merito alla comunicazione, è la quantità di fatti comunicati, ed in base ad essa le persone vengono classificate: se comunichi poco sei schivo, introverso o addirittura antipatico, ma se comunichi tanto sei estroverso, socievole, ma anche esuberante, fanfarone o inopportuno.

Dal momento in cui si inizia a comunicare ad una pluralità di interlocutori, come avviene sui social network, tutte queste considerazioni vengono amplificate. Ad esempio: se scrivo un tweet in cui affermo di odiare gli animali (ovviamente li adoro) verrò attaccato da decine, forse centinaia o migliaia di persone, mentre se lo dicessi ad un mio eventuale interlocutore avanti ad un caffè in un bar avrei a che fare soltanto con lui e forse potrei addirittura controbattere.

A lungo andare la sovracondivisione causa emozioni negative che condizionano anche la nostra vita offline. Non ci credi? Dai un’occhiata a queste statistiche:

Infografica: i social generano emozioni negative?

Gli utenti dei social network sono più attivi che mai: circa il 73% degli adulti online utilizza un social network di qualche tipo.
Una nuova ricerca mostra che il 61% degli utenti ha una avversione forte o in qualche modo eccessiva sui social media; altre relazioni mostrano segni di disinteresse e noia.

Ma quali sono i motivi che portano a  noia?
Si ha un sovraccarico di contenuti su internet.
L’82% degli utenti del pianeta sono connessi quasi costantemente, potendo raggiungere più di un miliardo di persone.
Basti pensare che più di un miliardo di tweet sono inviati in 48 ore.

La facilità di condivisione incontra lo scarso processo decisionale.
Insomma non tutto è rose e fiori, anzi, l’avere così tanto priva di molto altro.
E l’eccesso porta ad un esaurimento di interesse.
Vi ricordate, proprio come da bambini. Quanto volevamo qualcosa prima di possederlo, e dopo averlo avuto, bastava qualche settimana per dimenticarcene, o provare disinteresse.
Lo stesso accade per i social, che si fanno parte della nostra vita, ma proprio perché ormai “abituati” non suscitano più quello stesso interesse iniziale.

Ecco, forse è meglio condividere qualcosa in meno e sembrare timidi, piuttosto che essere etichettati come chiacchieroni di cattivo gusto. Tu che ne dici?

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Mi chiamo Mario Palmieri e sono un digital copywriter. Mi occupo di scrivere testi pubblicitari e gestire blog per conto di aziende e professionisti che vogliono farsi conoscere sul web.

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