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Oggi voglio parlare di una ridicoleria che ho notato su diversi siti e blog, ma che è usata da tempo immemore. In particolar modo, sono diversi i blogger che utilizzano questo strano quanto inutile modo di scrivere i propri post.

Sto parlando della tecnica retorica del plural maiestatis.

Cos’è il plural maiestatis?

Giulio CesareSi tratta di una tecnica di scrittura in cui l’autore, nell’usare la prima persona, usa il plurale quando invece basterebbe usare il singolare. Come suggerisce il nome, tale tecnica affonda le sue origini nella letteratura latina, in particolar modo essa fu usata per la prima volta da Giulio Cesare nel De Bello Gallico.

Approfondiamone un po’ la storia: Cesare era un generale molto carismatico, nonché amato dai suoi uomini poiché oltre ad essere egli stesso un abile condottiero, riconosceva il valore dei soldati che combattevano al suo fianco, elogiandoli e premiandoli nella giusta misura e soprattutto era solito esaltare le azioni collettive, piuttosto che quelle individuali, celebrando ogni successo non come un successo personale dovuto all’aver ben condotto il suo gruppo o all’aver delineato un’ottima strategia, ma come un successo di tutto l’esercito che aveva saputo condurre una buona battaglia sotto tutti gli aspetti. Per inciso, personalmente non lo ammiro.

È piuttosto normale, dunque, che nel narrare le sue imprese parlasse al plurale riferendosi a tutto l’esercito piuttosto che solo a sé stesso. Cesare aveva uno scopo preciso.

Quando viene usato dai blogger?

Viene usato quando il blog non è inteso dall’autore come uno spazio esclusivamente personale, ma come lo spazio web di un brand di cui egli stesso è l’unico membro. Il tentativo, abbastanza chiaro, è quello di dare l’impressione che il brand in questione sia costituito da un gran numero di persone, cosa ovviamente non vera.

Personalmente ritengo che il plural maiestatis possa essere sì usato nel contesto della Rete, ma in modo opportuno. Anche se si scrive per un blog multiautore, ad esempio, è inutile scrivere «noi della redazione abbiamo provato» in una recensione se poi una vera redazione non esiste. Ogni autore di ogni post deve prendersi le proprie responsabilità, deve metterci la faccia in tutto ciò che fa, anche se condivide il progetto con altri, i quali a loro volta metteranno la propria faccia al servizio dei lettori, anche perché al pubblico della Rete non piacciono i blogger che se la tirano un po’ troppo.

Diverso è il caso, ovviamente, di chi parla realmente a nome di un brand del quale egli è un semplice portavoce e di chi appartiene realmente ad un gruppo che ha compiuto collettivamente una determinata azione.

Ma allora a cosa serve usarlo se si è i soli a scrivere?

A nulla.

Conclusioni

Il plural maiestatis può essere una buon artificio, ma bisogna utilizzarlo con cautela e soprattutto nel contesto giusto. Tu lo hai mai usato? In quali casi? Quali sono stati i risultati? Lascio a te i commenti. 🙂

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Mario Palmieri

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