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Un ragionamento sulla Webtax

Tasse

TasseDomanda fatidica: come si può guadagnare con Internet? La risposta è sempre complessa, ma per il semplice motivo che esistono tantissimi modi per guadagnare tramite Internet, Ovviamente ce ne sono di più diffusi e altri sconosciuti. Il più usato è sicuramente quello delle inserzioni pubblicitarie: si tratta, semplicemente, di vendere uno spazio sul proprio sito web ad un inserzionista, che vi potrà inserire la sua pubblicità.

Da qualche settimana, in parlamento si discute della Webtax, ovvero un provvedimento che istituirebbe il pagamento di una nuova tassa sulla vendita degli spazi pubblicitari a tutti coloro che operano anche in Italia.

Ora, c’è da sapere che da quando esiste l’UE, si sono susseguiti nel tempo tanti provvedimenti volti alla costruzione di un’economia sempre più comunitaria, uno dei quali è quello dell’introduzione del concetto di sede legale.

Tale legislazione prevede che un’azienda paghi le tasse nel Paese in cui è ubicata la sua sede legale. La Peugeot, ad esempio, pagherà le tasse in Francia, anche se vende in Italia, così come la McFarland le pagherà nel Regno Unito e la Colgate in Grecia.

A questo si aggiunge che in Italia, ogni prodotto o servizio deve essere venduto da possessori di partita IVA, salvo eccezioni previste dall’ordinamento. Chi vende pubblicità sul proprio sito, infatti, è soggetto al pagamento delle imposte, in quanto offre un servizio alle aziende che pubblicano i propri annunci su quei siti.

Vorrei riflettere su questi due punti: innanzitutto, c’è da pensare che viste le leggi europee, la Webtax produca un’antinomia giuridica, risolvibile ovviamente in favore delle leggi comunitarie.

Sul secondo punto, invece, mi chiedo: se tale tipo di commercio è già disciplinato dalla legislazione in materia di IVA e altre imposte, perché pagare una tassa supplementare?

Faccio ancora una domanda: è possibile controllare che non ci sia evasione fiscale? Se sì, in che modo? Il Web è molto vasto e soprattutto ancora molto anonimo per essere controllato. Lo Stato italiano ne sarà all’altezza?

Questi sono dei dubbi che vengono spontanei, evito di scrivere la mia opinione politica sul tema, che in molti avranno già intuito.

Invito i lettori a commentare per discuterne insieme.

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