Finalmente possiamo scriverlo senza usare il punto interrogativo: Facebook memorizza le chiamate degli utenti, niente più beneficio del dubbio per il buon Mark. Dopo Cambridge Analytica, pare che un’altra secchiata di merda stia per piovere sul social network più usato al mondo.
Sembra che io stia gongolando? Onestamente, un po’ sì: non sai quante volte sono stato preso per pazzo quando dicevo di sospettare che Facebook combinasse qualcosa con le nostre telefonate.
Chiariamo: al momento non ci sono prove che Facebook registri il contenuto delle nostre telefonate o SMS, ma di sicuro ne registra i metadati, e questo è provato, almeno per chi ha un cellulare Android. A far scoppiare il casino, infatti, è stato l’influencer americano Mat Johnson, il quale ha spiegato su Twitter come scaricando un archivio con tutti i propri contenuti caricati su Facebook sia presente un file in formato HTML con tutti i nostri tabulati telefonici. E non solo quelli delle chiamate effettuate con Messenger, ma anche quelle effettuate con le normali funzioni del telefono. Ad approfondire la cosa, poi, è stato il blog Ars Technica.
Che dice Facebook?
A Menlo Park smentiscono, dicendo che Facebook memorizza le chiamate degli utenti per il solo scopo di connettere più facilmente gli utenti tra loro. Ma allora come si spiega la necessità di memorizzare, oltre al numero di telefono degli interlocutori, anche data, ora e durata della telefonata?
Inoltre, secondo Facebook, questa procedura avviene con il consenso dell’utente attraverso una schermata di opt-in come quella qui accanto, che tuttavia risulta essere poco chiara riguardo quale cronologia delle chiamate venga memorizzata: non viene infatti specificato da nessuna parte che a finire nei server di Facebook siano le chiamate effettuate tramite la normale funzione del dispositivo.
Molti utenti, inoltre, giurano di non aver mai visto quella schermata in vita loro, eppure si ritrovano le proprie chiamate memorizzate da Facebook. Che l’opzione sia attiva di default senza che l’utente lo sappia? In questo caso si tratterebbe di una pesante violazione. E se nel caso dei dati raccolti tramite app si trattava di una leggerezza dell’utente, adesso la situazione è ben diversa e a mio avviso è ai limiti della legittimità.
Per verificare se anche le tue chiamate sono state memorizzate, controlla la cronologia delle installazioni dell’app Messenger sul tuo cellulare e prova a ricordare se all’epoca hai ricevuto o meno questo messaggio.
Non è la prima volta che succede
Già nel 2016, Facebook aveva subito un attacco mediatico per il modo ambiguo con cui veniva chiesto l’opt-in agli utenti per il trasferimento degli SMS su Messenger: l’app, infatti, chiedeva agli utenti di cliccare su un enorme OK per tenere tutti i tuoi messaggi in una sola app, senza menzionare che tutti gli SMS sarebbero stati memorizzati dall’app. E anche in quel caso, la giustificazione fu la stessa: Facebook tiene molto alla privacy degli utenti e non rivende i loro dati a società terze.
Certo, poi è scoppiato il casino di Cambridge Analytica. E se quella è l’attenzione che Facebook ha per i nostri dati, beh, qualche dubbio lo avanzo.
Perché Facebook memorizza le chiamate degli utenti?
Onestamente, non lo so. Sicuramente, Facebook preleva una quantità di dati di gran lunga maggiore di quelli necessari per offrire i suoi servizi, pubblicità mirata inclusa. Qualche settimana fa abbiamo scoperto che Facebook sapeva della compravendita dei suoi dati da parte di terzi e non ha fatto nulla. Adesso abbiamo scoperto, dopo anni, che Facebook memorizza la cronologia delle chiamate del nostro cellulare. Non mi stupirei se il prossimo passo fosse scoprire che Facebook ascolti realmente tutte le nostre conversazioni, e non solo quelle telefoniche per offrire pubblicità mirata, come non solo io ho teorizzato in passato.
Personalmente, credo che con questi dati, Facebook cerchi di capire quali sono le persone più vicine a noi per intercettare le cosiddette lookalike audience, che attualmente sono una grande risorsa per gli inserzionisti, ma in ogni caso ciò non giustificherebbe la mole di dati raccolti, per cui sarebbero necessari ulteriori chiarimenti da parte di Facebook.
Non so, a me sembra un comportamento non proprio onesto da parte di chi raccoglie i nostri dati e li usa per maturare profitti, pur offrendo un servizio gratuito di tutto rispetto. Tu che ne pensi? Se ti va, lascia un commento.