fbpx

Come strutturare un calendario editoriale

Calendario editoriale

Per sfruttare al massimo i tuoi contenuti c’è bisogno di tanti strumenti, ma uno dal quale non puoi prescindere è sicuramente il calendario editoriale.

Il calendario editoriale, infatti, è quello che ti permette di raggruppare tutte le pubblicazioni in un solo posto e fare una sorta di breakdown delle caratteristiche per ciascuno di essi.

Un calendario editoriale ti serve sia che tu gestisca un blog, sia che tu gestisca un social. Naturalmente, se gestisci entrambi diventa ancor più indispensabile.

Ma come si realizza concretamente un calendario editoriale? Come deve essere strutturato? Qualche idea ce l’ho, e sono felice di scambiarla con te.

Caratteristiche di un calendario editoriale

Un calendario editoriale deve rendere le informazioni accessibili, visibili, riordinabili e confrontabili. Analizziamo punto per punto.

  • Accessibili, ossia di facile comprensione e comodi da visualizzare, come un file ben organizzato o un vero e proprio calendario che riporti tutte le date e le scadenze come se fosse un’agenda.
  • Visibili: tutte le informazioni necessarie devono saltare subito all’occhio, senza alcuna procedura astrusa da dover fare ogni volta: un click o due al massimo, questa è la regola.
  • Riordinabili: un blog o un social hanno successo solo se costantemente aggiornati con le ultime novità. Devi prepararti a cambiare tutto in corso d’opera e inserire titoli all’ultimo minuto, se il corso degli eventi lo richiede. Ottimo anche per sfruttare i topic trend del momento.
  • Confrontabili: assicurati di poter confrontare tutti i post in un’unica schermata, in modo tale da capire subito quali sono le differenze di cui devi tener conto e quali i punti in comune, in modo da decidere l’ordine da seguire in un immaginario percorso che conduce i lettori a diventare prospect.

Quali dati contiene un calendario editoriale

Ciascuno può ritenere opportuno inserire determinate voci che non per forza sono uguali per tutti, oppure lo stesso blogger può usare un modello diverso per ciascun progetto.

So che non hai continuato a leggere questo paragrafo solo per sentirti dire che devi capire da solo cosa ti serve, ma piuttosto sei in cerca di indicazioni precise da cui prendere spunto, quindi ecco le voci che ritengo opportuno inserire nel mio calendario:

  • Data di pubblicazione;
  • Data di consegna;
  • Titolo;
  • Fonte;
  • Argomento;
  • Parola-chiave;
  • Parole-chiave correlate;
  • Titolo SEO;
  • Autore.

L’ultima, in realtà, la uso solo quando gestisco calendari editoriali per blog multiautore.

La data di consegna e di pubblicazione sono importanti: scrivere di un argomento oggi, per poi vederlo pubblicato dopo un mese, implica che dovresti poter escludere o includere determinate informazioni. Le fonti sono importanti e lo sai, inutile parlarne. L’argomento altrettanto.

Titolo e titolo SEO, perché scrivo entrambi? Perché alla prima voce, scrivo il titolo che ritengo più opportuno per l’articolo che ho in mente e che posso tranquillamente lasciare nell’H1 della pagina; alla seconda, faccio i conti con la realtà e sto attento a inserire la parola-chiave e a rispettare i criteri di lunghezza dei motori di ricerca.

Naturalmente, devo conoscere la parola-chiave, per fare ciò. Per quanto riguarda quelle correlate, invece, il discorso è duplice e va in due direzioni temporali: il passato, ovvero l’individuazione di post scritti in passato, per approfondire e ampliare il discorso; e il futuro, ovvero l’individuazione di contenuti con quella determinata parola-chiave da poter scrivere in futuro, sia per ampliare la trattazione che dare continuità all’interesse dei lettori, senza contare i benefici che ciò offre in termini di SEO.

Gli strumenti per scrivere un calendario editoriale

Come si prepara, materialmente? Si usa qualche piattaforma o qualche programma? Qui la risposta diventa veramente molto variabile: esistono migliaia di tools sul web che consentono di organizzare un calendario editoriale.

Uno di questi è Trello, che con la sua organizzazione a bacheche e la possibilità di raccogliere informazioni e memorizzarle rende tutto più semplice. Un’altra web app simile, ma con un approccio più task-oriented, è Flow: al prezzo base di circa 20 dollari al mese, avrai la possibilità di gestire le scadenze sia in elenchi che su un calendario vero e proprio. Il poter visualizzare le descrizioni delle task all’interno di questi elenchi in modo veloce, rende il confronto molto semplice.

Un’idea simile arriva da Todoist, uno dei più famosi task manager al mondo, usato sia da privati che da aziende e che ora è totalmente integrabile con Google Calendar.

Le alternative ai software web sono eventuali plugin per WordPress se si tratta di un blog o un foglio di calcolo stile Excel, in modo da utilizzare le celle per organizzare tutti i dati come in una sorta di tabella.

Il tuo calendario editoriale

Personalmente, a me piace l’idea del foglio di Excel e col passare del tempo ho scoperto che questo metodo è usato da moltissimi blogger. Tu invece come organizzi il tuo calendario editoriale? Quali strumenti utilizzi? Scrivilo nei commenti.

Articoli correlati

2 risposte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Mario Palmieri

Mi chiamo Mario Palmieri e sono un digital copywriter. Mi occupo di scrivere testi pubblicitari e gestire blog per conto di aziende e professionisti che vogliono farsi conoscere sul web.

Share This

ContenTricks

Advertising online

Il cliente

ContenTricks è una libreria di contenuti sul digital marketing già pronti all’uso, dagli articoli ai video. Vi si accede pagando una sottoscrizione mensile e ogni mese vengono caricati nuovi contenuti.

L’obiettivo della campagna su Facebook era quello di aumentare il numero degli iscritti facendo appello a tutti quei marketer che fanno fatica a produrre contenuti nuovi e genuini per il loro business. Il tono richiesto doveva essere amichevole, come a parlare da collega a collega.

L'idea

Dai feedback pervenuti durante la fase di test, è emerso che la maggioranza degli iscritti usava ContenTricks come fonte di ispirazione.

Ho voluto ricreare la situazione tipica del content creator di fronte al monitor senza ispirazione. Dato il basso budget, come visual ho dovuto fare ricorso a immagini di stock, ma ho preferito un buffo cagnolino al solito tizio impanicato.

La head rappresenta la voce del collega che bonariamente scherza sul momento di sconforto e propone una soluzione che verrà poi spiegata nel testo dell’annuncio: ContenTricks.