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Vinci Salvini funziona. Ecco perché

Vinci Salvini funziona. Ecco perché

Ne stanno parlando praticamente tutti: il concorso Vinci Salvini, che l’attuale ministro dell’interno ha lanciato sui suoi social e che è stato ampiamente analizzato e criticato dalla stampa nazionale e internazionale.

In breve, funziona così: più velocemente metti like ai post di Salvini su Twitter, Instagram e Facebook, più punti accumuli. Il vincitore giornaliero vedrà la sua foto pubblicata sulla pagina di Salvini e potrà farsi una chiacchierata al telefono con lui. I vincitori settimanali potranno addirittura avere l’immenso culo di incontrarlo.

Chiunque abbia un minimo di raziocinio vede questa iniziativa per quello che è: una cosa ridicola, fuori dal mondo. Se non sei tra questi, mi dispiace per te.

Dobbiamo fare, però, una riflessione più approfondita, perché esattamente come tutte le altre cose ridicole che fa Salvini, anche questa funziona. Funziona dal punto di vista strategico, comunicativo e politico. Vale la pena analizzare questi tre aspetti singolarmente.

Vinci Salvini

A cosa serve Vinci Salvini?

Riprendiamo il video: se lo hai visto e non stai ancora piangendo sangue, avrai notato che come call to action, Salvini invita a iscriversi al sito del concorso (col cazzo che metto il link, se vuoi, cercalo). Andando sul sito, vediamo che è molto semplice e invita a registrarsi o effettuare il login tramite Facebook, cedendo al sito una serie di dati di base del proprio profilo.

Ora, cosa ci fa Salvini o chi per lui, con questi dati? Basta leggere l’informativa sulla privacy presente sul sito (che sembra essere in regola con la GDPR):


Il trattamento a cui saranno sottoposti i Suoi dati personali risponde alla finalità di provvedere:

– all’accoglimento della richiesta di partecipazione alla social competition “Vinci Salvini!” [2];
– all’invio di materiale illustrativo, di aggiornamento sulle novità, iniziative e attività del Movimento (materiale informativo e comunicazioni di promozione elettorale e politica, informazioni su manifestazioni, incontri, assemblee, dibattiti, conferenze, convegni e simili, vendita di gadget, pubblicazioni o altro, attraverso l’invio di posta tradizionale, posta elettronica, sms, mms, piattaforme di messaggistica istantanea o attraverso contatti telefonici);
– all’elaborazione di statistiche per promuovere lo sviluppo e le attività del Movimento;
– ad assolvere a specifiche richieste da parte dell’interessato;
– all’accertamento, esercizio e difesa dei diritti di LpSP in sede giudiziale e stragiudiziale (qualora se ne rivelasse la necessità).

In pratica, chi partecipa dà alla Lega il permesso di usare i suoi dati per ricevere materiale promozionale e per usarli per fini statistici.

L’iscrizione, quindi, non è finalizzata alla sola partecipazione al concorso, ma mira a creare un database di utenti a cui inviare materiali tramite canali anche esterni ai social network, aprendo un canale di comunicazione molto più personale ed efficace.

A questo bisogna aggiungere che questo database di utenti può essere utilizzato per creare un pubblico su Facebook, dando al team di Matteo Salvini la possibilità di creare inserzioni con un target altamente interessato ai contenuti. Inoltre, questo pubblico può essere sfruttato anche per creare una lookalike audience, che come sappiamo ha l’enorme potenziale di scalare le campagne e raggiungere nuovi utenti che hanno un’alta probabilità di essere interessati a quegli stessi contenuti.

Come si inserisce nella strategia di comunicazione?

Vinci Salvini è perfettamente in linea con lo stile di comunicazione adottato finora da Salvini. Se ci pensi, lui si comporta esattamente come qualsiasi altro influencer: se un concorso del genere lo avesse fatto Fedez, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire (anche perché Fedez non è un politico). Salvini calibra i suoi contenuti in base al suo target di riferimento, punta a generare tantissimo engagement, acquisire nuovi fan e fidelizzare quelli già acquisiti.

Vinci Salvini sfrutta la voglia inconfessabile dell’italiano medio di farsi guardare, di stare per una volta dall’altra parte dello schermo, per quei cinque minuti di popolarità che tanto critica, ma tanto desidera.

Salvini questo lo sa e lo sfrutta a suo vantaggio per generare engagement sui suoi post a tonnellate. E questo ha l’effetto di aumentare in maniera esponenziale la reach organica della pagina, col risultato che chi riempie di like i suoi post nella speranza di vincere quel caffè con lui, si ritroverà il news feed pieno di post dalla sua pagina.

E le critiche? Salvini ci anticipa, dicendo già nel video che verrà criticato, apostrofandoci come rosiconi e professoroni. In questo modo ne sminuisce il valore e ridicolizza i suoi avversari, prima che questi possano scendere a un livello più infimo del suo.

Perché Vinci Salvini funziona politicamente

Anche da un punto di vista politico, l’iniziativa si rivela vincente. La strategia di Salvini è chiara: acquisire un enorme consenso popolare che possa legittimare le sue decisioni, anche quelle più discutibili. Per fare ciò, Salvini deve creare un profondo culto della personalità, esattamente come fece a suo tempo Mussolini: sono già comparsi articoli su diverse riviste di settore che celebrano il suo corpo e lo descrivono come un sex symbol desiderato dalle donne.

Il nome da condottiero ce l’ha già: lui è il Capitano, esattamente come il Duce, der Fuhrer ed el Caudillo.

Il messaggio che ora fa passare questo concorso è che lui è un superuomo tra gli uomini, uno che può essere avvicinato solo quando lui stesso lo permette. Di fatto, anche se i suoi fan credono il contrario, Salvini non è affatto un uomo vicino al popolo.

Le dovute precisazioni

Attenzione: odio Salvini e non intendo celebrare il suo operato, ma per noi del mestiere è sicuramente un ottimo case-study che può darci idee per i nostri progetti lavorativi.

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Mi chiamo Mario Palmieri e sono un digital copywriter. Mi occupo di scrivere testi pubblicitari e gestire blog per conto di aziende e professionisti che vogliono farsi conoscere sul web.

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